Regione Marche: il PD modifica legge elettorale per cancellare candidati scomodi

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Partito della Rifondazione Comunista - Comitato Regionale Marche  - "Il PD si prepara ad approvare il prossimo 30 giugno una modifica vergognosa della legge elettorale della Regione Marche. Oggi è passata in commissione senza opposizione. In sintesi: la/il candidata/o presidente di una lista o coalizione non può candidarsi anche nelle liste alla carica di consigliere e può essere eletto solo il candidato presidente che arriva al secondo posto oltre ovviamente al vincitore. Si tratta di una norma volta evidentemente a neutralizzare candidature autorevoli autonome che sarebbero fin dall'inizio rese più deboli dall'ineleggibilità.

Si tratta di un'autentica porcata liberticida che non ha analogie in nessuna regione italiana ed è evidentemente volta a colpire ogni ipotesi di candidatura autonoma, civica, ambientalista e/o autenticamente di sinistra che possa aggregare le aree che non si riconoscono nella pessima esperienza della giunta Ceriscioli. Con queste iniziative antidemocratiche e di dubbia costituzionalità il PD vuole presentarsi come argine contro le destre?"

Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista - Sinistra Europea

STUPRO DELLA DEMOCRAZIA ALLA REGIONE MARCHE. IL COMUNICATO DI RIFONDAZIONE MARCHE

Il consiglio regionale delle Marche chiuderà questa legislatura con un vero e proprio stupro alla democrazia. Nell’ultima seduta utile, quella del 30 giugno voterà la modifica alla legge elettorale introducendo un emendamento che impedisce la possibilità di elezione del candidato presidente che guida la coalizione che arriverà terza e la possibilità a questo di essere candidato nelle liste provinciali.

Insomma “tertium non datur”. Le minoranze, il pensiero critico, le differenze non debbono avere spazio nell’ assemblea regionale e chi osasse provarci deve correre zoppo e con le mani legate. A costruire questo abominio di dubbia costituzionalità, l’attuale maggioranza, che probabilmente alla disperazione, cerca in tutti i modi di costringere gli elettori democratici ad ingoiare il rospo, pena i “barbari “ a Palazzo Raffaello.
Peccato i “barbari” ci siano già, basta chiederlo ai terremotati del cratere, o percorrere la vicenda dell’ “astrospedale “ covid di Civitanova fatto di sprechi e inefficienza. Con quale dignità i consiglieri regionali voteranno la modifica della legge elettorale, loro prorogati in consiglio solo perché l’epidemia ne ha allungato il mandato, loro che in questi ultimi mesi proprio sull’ emergenza sanitaria non hanno quasi proferito verbo e dato il via libera ai lanzichenecchi (ha somigliato tanto alla calata di questi soldati di ventura l’arrivo dei “cavalieri di malta “a Civitanova)?
Eppure bisogna provare a fermarli, lo chiediamo alle associazioni che hanno a cuore la democrazia, in primo luogo all’Anpi e alle organizzazioni sindacali, lo chiediamo a tutti quei democratici che si sono mossi in questi anni per difendere la Costituzione, i suoi principi e i suoi valori, ai tanti cittadini che in questi anni hanno sperimentato la sordità della Regione alle loro richieste e che oggi vedono alzarsi il ponte levatoio per cercare di evitare la presenza di ogni possibile alternativa al presente si chiami esso centro destra o centro sinistra (non a caso in commissione nessuno ha votato contro).
Noi martedì 30 saremo davanti al Consiglio Regionale a far sentire la nostra indignazione e a chiedere un gesto di dignità a chi pensa ancora di averla, crediamo che altri vorranno accogliere il nostro invito.

Partito della Rifondazione Comunista - Comitato Regionale Marche 

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