Lettera aperta: Sollecito all'INPS per l'erogazione 600 euro per i lavoratori dello spettacolo

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Fondazione Centro Studi Doc - nsieme al Forum Arte e Spettacolo (FAS), anche la Fondazione Centro Studi Doc ha scritto al Presidente dell'INPS Pasquale Tridico e al Direttore dell'INPS Gabriella Di Michele per denunciare la gravissima emergenza economica e sociale vissuta dai lavoratori dello spettacolo, autonomi e intermittenti, che ad oggi sono ancora senza sostegno nonostante sia stata prevista per legge l’indennità Covid-19 di 600 euro per i tre mesi di marzo, aprile e maggio. Condividiamo di seguito il testo della lettera invitandovi a inviarla a vostra volta.

Egregio Presidente Pasquale Tridico,
Gentile Direttore signora Gabriella Di Michele,

vi indirizziamo la seguente lettera per denunciare una gravissima emergenza economica e sociale vissuta dai lavoratori dello spettacolo, autonomi o intermittenti, che ad oggi sono ancora senza sostegno nonostante sia stata prevista per legge l’indennità Covid-19 di 600 euro per i tre mesi di marzo, aprile e maggio.

Ad oggi gli autonomi dello spettacolo, ma non tutti, hanno ricevuto solamente un assegno per il mese di marzo, e gli intermittenti ancora non hanno ricevuto nulla!

Da quasi quattro mesi i lavoratori intermittenti dello spettacolo non ricevono né retribuzione, né cassa integrazione, né indennità.

Eppure il Governo, con il D.L. 18/20 art. 44 e con il D.L. 34/20 art. 84 l. 8 bis e 10, ha garantito per legge di non lasciare nessuno indietro, allargando per i mesi di aprile e maggio i criteri di accesso all’indennità dei lavoratori dello spettacolo, ma ad oggi, sabato 20 giugno, la maggior parte dei lavoratori non ha ancora ricevuto alcuna indennità.

Perché questo ritardo? Chiediamo all’INPS di mantenere le promesse e provvedere immediatamente alla liquidazione delle richieste.

Non possiamo accettare che nel 2020, in piena emergenza economica e sociale, si attribuisca il ritardo a poco credibili difficoltà tecnologiche della piattaforma nei controlli di erogazione. I lavoratori e le loro famiglie si sentono traditi, stremati da 4 mesi senza lavoro, senza nessuna certezza sui tempi per la ripresa del lavoro e senza nessun sostegno economico. A questo si aggiunge da parte dell’INPS un incredibile e colpevole silenzio sui ritardi, che denota una ingiustificabile mancanza di rispetto verso le necessità quotidiane.

Chiediamo che venga immediatamente corrisposto ai lavoratori dello spettacolo, autonomi e intermittenti, e alle loro famiglie, che non possono sopportare ulteriormente la mancanza di lavoro e l’assenza di indennità, il sostegno promesso per i tre mesi di marzo, aprile e maggio 2020, e di avere quanto prima accesso a quei fondi che il Governo ha messo a loro disposizione ormai già da mesi, nel rispetto di quanto previsto all’art. 38 della nostra Costituzione.

In attesa di un riscontro positivo, porgiamo cordiali saluti

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