Il vaiolo delle scimmie è un’emergenza sanitaria globale. Lo ha affermato oggi il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus in una conferenza stampa. Si tratta del più alto livello di allerta dell’Oms. La decisione arriva inseguito all’aumento dei casi nel mondo. Sono, secondo i dati più recenti, più di 14mila, in 71 Stati membri di tutte e sei le regioni dell’Oms, 5 i decessi. Per questo l’Oms ha convocato il Comitato di emergenza per i regolamenti sanitari internazionali con l’obiettivo di valutare se l’epidemia costituisca un’emergenza di salute pubblica di interesse internazionale.

Il vaiolo delle scimmie (segnalato per la prima volta anche in Italia a metà maggio) è una zoonosi silvestre – ovvero una malattia riguardante gli animali selvatici – con infezioni umane accidentali, che di solito si verificano nelle parti boscose dell’Africa centrale e occidentale. La malattia spesso si esaurisce con sintomi che di solito si risolvono spontaneamente entro 14-21 giorni, non è molto contagiosa tra gli uomini e si trasmette attraverso l’esposizione alle goccioline esalate e dal contatto con lesioni cutanee infette o materiali contaminati. I sintomi, come spiega l’Oms. sono febbre, mal di testa, dolori muscolari e eruzioni cutanee: possono essere lievi o gravi e le lesioni possono essere molto pruriginose o dolorose.

A prendere la decisione di dichiarare l’emergenza globale è stato il direttore generale dell’Oms nonostante la mancanza di consenso fra i membri del comitato d’emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità. È la prima volta che il capo dell’agenzia Onu prende una decisione del genere senza il consenso all’interno del comitato. “In breve, abbiamo un’epidemia che si è diffusa rapidamente in tutto il mondo attraverso nuove modalità di trasmissione di cui capiamo troppo poco e che soddisfa i criteri delle normative sanitarie internazionali”, ha affermato Tedros. “So che questo non è stato un processo facile o diretto e che ci sono opinioni divergenti tra i membri” del comitato, ha aggiunto. Il mese scorso il comitato di esperti dell’Oms aveva affermato che l’epidemia mondiale di vaiolo delle scimmie non rappresentava ancora un’emergenza internazionale, ma il panel si è riunito questa settimana per rivalutare la situazione. La dichiarazione di emergenza serve principalmente come modo per attirare più risorse globali e attenzione su un’epidemia. In passato l’impatto di questo tipo di annunci è stato vario, visto che l’agenzia sanitaria delle Nazioni unite è in gran parte impotente nel convincere i Paesi ad agire.

Il 25 giugno scorso con poco più di 3mila casi da 50 Paesi del mondo, l’Oms aveva deciso di non dichiarare il vaiolo delle scimmie un’emergenza sanitaria. La regione europea dell’Oms si conferma epicentro dei contagi: 10.604 secondo l’ultimo bollettino congiunto del Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc) e dell’Ufficio regionale per l’Europa dell’Oms (dati al 19 luglio), 2.366 in più della scorsa settimana. La Spagna è il Paese europeo con più casi (2.835, erano 2.034 la scorsa settimana), seguita da Regno Unito (2.115) e Germania (2.033). L’Italia è al settimo posto con 374 casi (erano 292 la scorsa settimana).

Dalla rilevazione europea emerge che il 42% dei pazienti ha un’età compresa tra 31 e 40 anni e nel 99,5% dei casi sono maschi. “Per il momento, la stragrande maggioranza dei casi continua a essere segnalata tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Questo modello di trasmissione rappresenta sia un’opportunità per attuare interventi mirati di salute pubblica, sia una sfida” aveva detto Tedros. “C’è una reale preoccupazione che gli uomini che fanno sesso con uomini possano essere stigmatizzati o incolpati per l’epidemia, rendendola molto più difficile da rintracciare e fermare”.

Intanto negli Usa i funzionari sanitari hanno ufficializzato due casi di vaiolo delle scimmie che coinvolgono dei bambini. Uno è in California mentre l’altro non risiede negli Stati Uniti ma è stato testato mentre si trovava a Washington. I due bambini sono stati descritti come in buona salute. Il modo in cui hanno contratto la malattia è oggetto di indagine, ma i funzionari pensano che sia stato attraverso la trasmissione domestica. Oltre ai due casi pediatrici, i funzionari sanitari hanno affermato di essere a conoscenza di almeno otto donne tra gli oltre 2.500 casi negli Stati Uniti segnalati finora.

Ieri il comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia europea del farmaco ha raccomandato di estendere l’indicazione del vaccino contro il vaiolo Imvanex anche per includere l’uso per la protezione degli adulti dal vaiolo delle scimmie. Il vaccino Imvanex è stato approvato nell’Ue dal 2013 per la prevenzione appunto del vaiolo. Contiene una forma viva modificata (indebolita) del virus Vaccinia denominata “Vaccinia Ankara”, correlato al virus del vaiolo. È stato anche considerato un potenziale vaccino per il vaiolo delle scimmie a causa della somiglianza tra i due virus.

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